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La Rocca Abbaziale dei Borgia

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Il Monastero di Santa Scolastica

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Il Ponte Medievale di San Francesco

  • Culla della Stampa

    Subiaco la Culla della Stampa

    I primi tipografi arrivano in Italia verso il 1464, e precisamente a Subiaco, dove due allievi di Schoeffer, Corrado Sweynheym e Arnoldo Pannartz, avevano sistemato la loro stamperia e dove prendono a modello le scritture dei manoscritti posseduti dalla biblioteca del monastero di Santa Scolastica. Qui venne creato un nuovo carattere, il tipo romano, dalle […]
  • Palazzo della Missione

    Il Palazzo della Missione

    Fu voluto dal cardinale commendatario Giovan Battista Spinola per i bisogni spirituali della popolazione. La sua costruzione ebbe inizio nel 1749, mentre l’inaugurazione ebbe luogo nel 1765.
  • lollobigida-matterella-2016

    David speciali alla Lollobrigida e ai Taviani

    “Il cinema fa pensare”, e perciò è necessario. Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel tradizionale saluto al cinema italiano ospitato al Palazzo del Quirinale a poche ore dall’attesa cerimonia dei David di Donatello all’importante traguardo dei 60 anni. “Auguri al cinema italiano che li merita –ha esordito il Presidente Mattarella -. Il cinema […]
  • Rocca Abbaziale e Santa Maria della Vale

    Il Dialetto Sublacense

    Il dialetto di Subiaco e di tutta l’area romano laziale non è esoterico ma comprensibile benché la pronuncia sia aspra e stretta caratterizzata dall’articolo ju e dalla chiusura in u dei termini maschili.

Mangiar Bene

  • Tradizioni Alimentari

    Tradizioni Alimentari – La Pigna e Ju Valle

    A Subiaco fra le varie usanze dolciarie pasquali c’era quella di confezionare due dolci caserecci chiamati l’uno “Pigna” e l’altro “Valle”. La “Pigna” o pupazza era destinata ad una femminuccia e “ju valle” o gallo ad un maschietto. Le donne impegnate a confezionare dolci tradizionali non facevano altro che dare una forma diversa alla pasta […]
  • Aniene

    L’Aniene

    Il fiume Aniene in latino Anio, prese il nome secondo la leggenda da Anio, re della Toscana, che volendo perseguitare Cetego, rapitore di sua figlia, nel passare questo fiume vi restò sommerso.

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