Cattedrale di Sant’Andrea

Nell’area dove oggi sorge la chiesa di Sant’Andrea anticamente sorgeva un’altra chiesa dedicata San Abondio, ornata di affreschi del Manente e del Caracci. Tutti gli affreschi andarono completamente distrutti con la costruzione della nuova chiesa.

Il Cardinale Barberini arricchì questo tempio con affreschi del Postiglione, e nel 1707 il suo successore fece realizzare tre ternari di damasco rosso ricchi di fregi d’oro e li regalò uno alla basilica di San Pietro in Vaticano, uno alla basilica bolognese di San Petronio e uno alla chiesa di S. Andrea di Subiaco.

Il ternario durante la seconda guerra mondiale causa bombardamenti fu danneggiato e fu fatto restaurare dal Monsignor Roscetti.

Cattedrale di Sant'Andrea

Cattedrale di Sant’Andrea

Nel giugno del 1773 il cardinale Giovanni Angelo Braschi venne nominato commendatario della diocesi di Subiaco, dopo qualche anno nel 1775 fu nominato papa con nome di Pio VI. Questo papa regalò a Subiaco grandi opere, eresse il maestoso Seminario, il palazzo comunale, ampliò lo stabilimento della cartiera, fece restaurare la rocca medievale, apri la strada per Roma e fece costruire la cattedrale di S. Andrea.

La cattedrale originale era stata realizzata completamente in cardellino, purtroppo nel 1944 con i bombardamenti andò quasi completamente distrutta. La chiesa di oggi è stata ricostruita, in parte con materiali recuperati dai resti della precedente e in gran parte con nuovi materiali. La pianta conserva l’antica struttura a croce latina.
Nella navata centrale troviamo un ampia abside con coro, in fondo l’imponente trono papale realizzato in legno pregiato, alla destra uno splendido organo polifonico con circa 5000 canne distribuite in due complessi ai lati del presbiterio.

La chiesa è ricca di opere d’arte di vari artisti come Sebastiano Conca (1698-1765), Bernardo Cavallini (1622-1649), Cristoforo Unterperger (1732-1798) e Carlo Dolci (1616-1686), purtroppo con i bombardamenti del ’45 furono danneggate ma ben presto rimesse a nuovo per opera del maestro pittore Benedetto Tozzi.
Ai lati la chiesa ha due campanili dove ci sono sei campane, ed in particolare la più grossa del peso di 2492 kilogrammi, fusa nel cernobio di Santa Scolastica il 28 febbraio 1760.

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