Monastero di San Girolamo

Monastero arroccato come un piccolo castello, i cui resti grandiosi si stagliano su un isolato sperone roccioso a dominio di tutta la sottostante vallata, fornisce un eloquente esemplificazione dell’architettura benedettina del XV secolo, stupefacente nella perentoria presa di possesso del sito e perfetta nella realizzazione dell’apparecchio murario in pietra locale.

Il volume scatolare dell’ edificio è irrobustito da contrafforti, probabilmente destinati a sostenere archi simili a quelli della facciata del Sacro Speco, realizzati alternativamente in blocchi di calcare locale squadrato e pietra cardellino proveniente dalle cave di Subiaco.

Quello che resta dell’antica fabbrica, rimasta incompiuta, sono i semplici locali basamentali di servizio e una cisterna per l’acqua, coperti con volta a botte.

Altri locali mantengono l’imposta delle originarie volte a crociera, poi crollate, e sembrerebbero essere pertinenti alla chiesa del monastero, come peraltro lascerebbero supporre le
monofore accuratamente realizzate sulle pareti esposte ad occidente e a mezzogiorno.

Secondo quanto ci è stato tramandato dal Mirzio, la sua ricostruzione, fu iniziata nel 1383 dal vescovo di Orvieto Pietro Boerio, che ottenne da Urbano VI indulgenza plenaria per chi concorreva economicamente alla nuova fabbrica.

Essa comunque non fu più portata a termine.

 

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