San Benedetto e il Sacro Speco

Un adolescente di nome Benedetto si ritirò in preghiera in una grotta del monte Taleo. Era di nobili origini discendente della famiglia romana Anicia e ripudiando la vita sociale e mondana di quei tempi in Roma si fermò a Subiaco.

Vi rimase per circa tre anni, da solo, unica compagnia la preghiera e dei pastori che ogni giorno gli calavano dall’alto un paniere con del cibo dentro, appeso ad una lunga corda.

Confortato dalla sorella gemella Scolastica, fondò il primo monastero vicino alle rovine della villa di Nerone, successivamente ne seguirono dodici nella valle dell’Aniene, anche grazie al numero sempre maggiore di discepoli che giungevano da queste parti. Qui Benedetto dettò la Regola dell’ordine benedettino “Ora et labora”, preghiera e lavoro, lavoro manuale ed intellettuale.

Dei dodici monasteri oggi ne restano solo due: il Sacro Speco, suggestivo da vedere e da visitare, e il protocenobio di Santa Scolastica, entrambi divenuti oggi meta turistica di numerosi visitatori da ogni parte del mondo.

Il “Sacro Speco” costruito su di una parete rocciosa del Monte Taleo domina la vallata dove scorre il fiume Aniene.

Sacro Speco

Sacro Speco

Lo Speco è costituito da due Chiese sovrapposte ed il convento: lasciata al naturale, così come la trovò S. Benedetto la grotta da dove vide la luce la Regola e l’Ordine benedettino è il cuore di tutto il complesso; qui è stata sistemata una statua di marmo raffigurante il Santo ed il simbolico cestino di vimini dove i pastori mettevano il cibo, (opera di Antonio Raggi 1657 discepolo del Bernini).
La chiesa superiore è interamente coperta da affreschi, opere di pittori della scuola senese (siamo nell’anno 1300) e della scuola Umbro Marchigiana all’inizio del secolo XV; qui rappresentate il Bacio di Giuda, la Flagellazione, la fuga degli Apostoli, S. Francesco raffigurato senza aureola e stimmate, tutti gli ambienti sono affrescati con scene di vita di numerosi Santi.

Nella chiesa inferiore si devono la maggior parte delle pitture al Magister Conxolus, qui si possono ammirare scene della vita di S. Benedetto; l’incontro con San Romano ed il ritiro nella grotta; un dipinto raffigurante Papa Innocenzo III che regge un cartello con su la bolla dove venivano assegnate le rendite al Monastero di S. Benedetto.
Qui si trova anche la Scala Santa che usava S. Benedetto per raggiungere la grotta.
Scendendo ancora più in basso si arriva al roseto di S. Benedetto, dove qui per resistere alla tentazione del Diavolo il Santo si rotolò nelle spine. Addossato alla roccia a strapiombo, vero «nido di rondini» così apparve a Pio II nel 1461.

Orario delle visite: ore 9:00–12:30 e 15:00–18:30.

 

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