La disastrosa esondazione dei Laghi Neroniani di Subiaco

Il 20 Febbraio 1305 accadde uno degli eventi più devastanti che hanno colpito la Valle dell’Aniene negli ultimi mille anni: il crollo delle enormi dighe volute da Nerone Imperatore attorno al 60 d.C. a sbarramento della stretta forra dell’Aniene.
L’opera fu ideata al fine di formare un paesaggio “nilotico ellenizzante”, intorno al quale Nerone volle costruire una propria grandiosa residenza estiva. Leggi…

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Le Origini di Subiaco

La bellezza del territorio, la rigogliosa vegetazione, le limpide acque del fiume Aniene, nome leggendario che si fa risalire al re etrusco Anio. Il tutto incorniciato in una valle incantevole: questo era forse il paesaggio che si apriva agli occhi dei nostri avi tanti e tanti secoli fa. Agli inizi abitarono queste terre il popolo degli Equi, successivamente arrivarono i Romani che dopo aver sconfitto e sottomesso questo popolo con una serie di battaglie nell’anno 304 a.C., fondarono delle colonie, la Tribus Anienis 299 a.C.

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Subiaco nell’Evo Antico

Nel Medio Evo protagonisti della storia sublacense furono San Benedetto (480-547) ed i suoi seguaci.

Il Santo, dopo aver vissuto vita eremitica per un triennio in una grotta del monte Talèo, gettò le basi del suo Ordine monastico fondando, lungo la vallata, 13 minuscoli monasteri di dodici monaci ciascuno con un proprio abate.Essi, dopo una esuberante vitalità, furono, nel sec. IX, depredati e bruciati dagli Agarèni o Saraceni, che infestarono l’Alta Valle dell’Aniene.

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Subiaco nel Medio Evo

Nella seconda metà del sec. XIV fu a Subiaco il Petrarca il quale, visitando lo Speco ebbe l’impressione di sentirsi rapito sino alla soglia del Paradiso. Infatti nel De vita solitaria lo definì “Paradisi limen”. Al periodo di splendore seguì quello funesto dei secoli di ferro.

Lo scisma quadriennale del monaco Pelagio provocò l’intervento diretto della Santa Sede, che privati i monaci del diritto di eleggersi l’abate, nominò i cosiddetti “Abati Curiali”. Leggi…

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La terribile battaglia di Valle Spadana e Rilutta alle pendici di Monte Livata

Ai piedi di Monte Livata, per essere precisi, in località valle Spadana e Rilutta, nel giugno del 1528 ebbe luogo una delle più terribili guerre che insanguinarono il territorio sublacense, cruenti scontri tra commendatario e papato, che caratterizzarono tutto il sec. XVI, con devastazioni e perdite di vite umane.

Circa seicento militi locali schierati dal commendatario Pompeo Colonna, guidati dal nipote Scipione, disfecero tremila soldati tiburtini del Papa Clemente VII, nemico acerrimo del casato Colonna, che esercitava allora, il potere temporale sul castello di Subiaco. I soldati colonnesi strapparono il vessillo all’alfiere pontificio, al quale troncarono la mano. Leggi…

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Un Papa a Monte Livata

Monte Livata compare, per le prime volte, nei documenti locali del secolo XVI, quando l’abate commendatario cardinale Marcantonio Colonna, d’accordo con il vescovo tiburtino Giovannandrea Croce ridisse nel castello di Subiaco il capitolo collegiale della Chiesa di San Andrea apostolo. Ciò avveniva negli anni 1556-57.

Il progetto del Cardinale Commendatario Marcantonio Colonna prevedeva di riunire le parrocchie locali con quella di S. Andrea Apostolo per elevarla a rango di Collegiata e la realizzazione di una massa comune di latifondi dalla quale poter trarre una rendita per la vita dei sette addetti al culto della chiesa. Leggi…

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Subiaco la Culla della Stampa

I primi tipografi arrivano in Italia verso il 1464, e precisamente a Subiaco, dove due allievi di Schoeffer, Corrado Sweynheym e Arnoldo Pannartz, avevano sistemato la loro stamperia e dove prendono a modello le scritture dei manoscritti posseduti dalla biblioteca del monastero di Santa Scolastica.
Qui venne creato un nuovo carattere, il tipo romano, dalle forme tonde e dalle linee regolari, che si ispirava alla scrittura carolina (a sua volta ripresa nel Quattrocento dalla scrittura umanistica libraria) così chiamato perché si ispirava alla scrittura latina degli antichi monumenti romani, inoltre furono fusi caratteri graci per il Lattanzio. Leggi…

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Subiaco nell’Evo Contemporaneo

Dopo il regime dei Barberini, Clemente XII, affidò la commenda al cardinale Giovanbattista Spinola, che fu l’ultimo commendatario munito della doppia giurisdizione baronale e spirituale, il quale costruì il palazzo della Missione, abitato per alcuni anni dai religiosi di S. Vincenzo de’ Paoli (i cosiddetti preti della Missione) e poi dalle suore Sacramentine francesi. Dopo lo Spinola, Benedetto XIV, nel 1753, lasciò al commendatario la sola giurisdizione spirituale sulle popolazioni locali.

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Subiaco nel 1800

Nel 1798-99 e nel 1810-14 ebbero luogo invasioni militari da parte di truppe francesi, che occuparono e presidiarono la cittadina perpetrando prepotenze e furti di oggetti sacri preziosi sia nei monasteri che nella chiesa di Sant’ Andrea, deportando in Francia Pio VI, che morì esule a Valence nell’agosto 1799, e in Corsica persone di riguardo che rifiutarono di giurare fedeltà a Napoleone Bonaparte, tra cui il commendatario cardinale Pier Francesco Galleffi. Leggi…

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La Cartiera di Subiaco

La Cartiera di Subiaco, per cinque secoli unica realtà industriale nell’alta Valle dell’Aniene, deve i propri natali a papa Sisto V che nel 1587 incarica il mercante genovese Giovanni della Pigna della sua costruzione.
Quale luogo poteva essere più appropriato per una delle prime cartiere d’Italia se non Subiaco, la culla della stampa italiana!
A Subiaco, infatti, ed in particolare nel Monastero benedettino di Santa Scolastica – sede di un antichissimo scriptorium e di una prestigiosa biblioteca – i discepoli di Gutenberg, Pannartz e Sweynheym, realizzarono nel 1465 il primo libro stampato in Italia, ossia le Opere del Lattanzio. Leggi…

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Tiro a Segno Nazionale Subiaco – La prima associazione sportiva sublacense

In Italia le prime società di tiro a segno nascono nella seconda metà dell’ottocento sulla spinta di iniziative ispirate da Giuseppe Garibaldi. In particolare, con un decreto del 1861, Vittorio Emanuele II istituiva una società allo scopo di promuovere, annualmente, uno o più tiri a segni nazionali, precisando che il primo si sarebbe dovuto tenere a Torino durante il 1862.
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Visite Papali a Subiaco

A seguito di accurate ricerche effettuate dal Sig. Nazzareno Giuliani effettuate nell’antica Biblioteca del Monastero di S. Scolastica in Subiaco e nell’Archivio diocesano della Cattedrale di S. Andrea Apostolo è stato ricostruito l’elenco dei Pontefici che hanno visitato i Monasteri e la città di Subiaco nel corso dei secoli.Nell’elenco, che appresso si riporta, figurano esclusivamente le visite papali documentate con una certa sicurezza e non quelle effettuate da ecclesiastici che, solo in seguito, sarebbero ascesi al soglio pontificio. Anche per le visite di Zaccaria (741-752) e di Gregorio Magno (Roma, 590-604) non si è in possesso di documenti certi. Questo ultimo papa, padre dell’intramontabile “Canto gregoriano”, nei suoi “Dialoghi” mostra una esatta conoscenza della valle sublacense e beneficò largamente i Monasteri, conservando per essi un culto speciale. Leggi…

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Il Fascismo, la Guerra e la rinascita di Subiaco

Durante il ventennio della dittatura fascista a Subiaco, furono realizzate varie opere, come la costruzione dell’acquedotto del Cerreto, del Campo Sportivo in località “San Lorenzo”, della strada panoramica rotabile Subiaco-Jenne e l’apertura dell’Istituto Magistrale governativo.

Significativo fu il contributo di sangue, offerto dai giovani sublacensi, alcuni dei quali morirono in Africa, in Croazia, in Grecia, in Russia; fra loro fu Gerardo Lustrissimi, medaglia d’oro alla memoria. Leggi…

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Storia del Campanone della Chiesa di Sant’Andrea

Diciassette quintali e tre chili (5.200 libbre), questo il peso della campana rimossa dai Giacobini al tempo dell’occupazione francese nel nostro territorio.Ma non potendola portar via a causa della difficoltà del trasporto, furono costretti a venderla ad un ebreo, il quale, successivamente, propose l’acquisto al municipio. Il Gonfaloniere di quel tempo, Giuseppe Gori, desideroso che la campana tornasse di proprietà del Monastero, ne propose il riacquisto all’Abate Cavalli, il quale però diede risposta negativa. Venne acquistata quindi per conto del municipio e sistemata nella cella di sinistra del seminario.

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Mastro Titta a Subiaco – La vendetta di un marito oltraggiato

Nello Stato Pontificio protagonista incontrastato delle esecuzioni di condanna a morte fu Giambattista Bugatti, noto come Mastro Titta. Nato a Roma nel 1779, nella sua lunga carriera di “maestro di giustizia” Mastro Titta praticò ben 516 esecuzioni, tutte diligentemente descritte nelle sue “Annotazioni”, dal 22 marzo 1796 al 17 agosto 1864, quando, all’età di 85 anni, fu collocato a riposo da Pio IX con una pensione mensile di 30 scudi.

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Subiaco nell’Unità d’Italia

Significativo fu il contributo di alcuni Sublacensi alla realizzazione dell’Unità d’Italia durante le spedizioni e la III guerra d’indipendenza.
Ricordiamo Cesare Consalvi che, nel 1849, salvò a Velletri la vita al generale Garibaldi dal furore dei soldati borbonici di Ferdinando II, accorsi dal regno delle Due Sicilie a combattere contro di lui;  Giuseppe Mercuri che nel 1857, partecipò alla spedizione di Sapri, organizzata da Carlo Pisacane, per incitare la popolazione del meridione a ribellarsi al regime borbonico; Antonio Gori e Luigi Pistoia che nel 1860, parteciparono, come volontari, alla spedizione dei Mille, condotta da Garibaldi e da Bixio, per liberare le popolazioni dell’Italia meridionale dal dominio borbonico; Benedetto Gori, Luigi Pistoia e altri giovani volontari che, durante la III Guerra d’Indipendenza, nel 1866, parteciparono ai combattimenti di Bezzecca, per la liberazione del Veneto dal dominio austriaco, con il corpo garibaldino delle camicie rosse.  Leggi…

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Orson Welles a Subiaco – Portrait of Gina

Portrait of Gina, o Viva Italia è un film documentario girato tra il 1957 e il 1958 da Orson Welles e finanziato dalla TV americana ABC.

Welles fu ingaggiato dal presidente di rete Leonard H. Goldenson della ABC-TV per creare una serie televisiva nuova ed accattivante, così il regista americano fu finanziato con ben 200.000 dollari per creare una serie pilota.

Una delle puntate pilota fu realizzata proprio in Italia, a Roma ed in particolare nella città natale di Gina Lollobrigida, Subiaco, tra vicoli e scorci. Varie le interviste agli attori dell’epoca come De Sica, Rossano Brazzi e Paola Mori. Leggi…

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La strage di Madonna della Pace nel maggio del 1944

Madonna della Pace è una frazione di Agosta, abitata da gente tranquilla, per lo più dedita al commercio, all’agricoltura, legata alla famiglia, alle tradizioni, amante della terra, del lavoro. Una località in provincia di Roma, a cinque chilometri da Subiaco, in una parte molto pittoresca della valle dell’Aniene. Agosta è il comune di riferimento, ma la località comprende territori appartenenti a cinque comuni del comprensorio: Subiaco, Agosta, Cervara di Roma, Canterano e Rocca Canterano. Al centro delle tante abitazioni sparse lungo il fiume e sulle colline coltivate c’è la chiesa con il suo caratteristico campanile a punta, luogo di ritrovo e di incontro di questa popolazione. Ma anche luogo di ricordi belli e brutti, lieti e tristi, come quello che avvenne cinquantasei anni fa in una tiepida giornata di maggio. Un ricordo nient’affatto piacevole, perché a turbare la tranquillità di questa gente accadde qualcosa che nulla potrà mai cancellare dalla loro memoria. Leggi…

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Un sublacense a Cinecittà – Nello Appodia

Nello Appodia (Subiaco, 30 luglio 1926 – Roma, 7 maggio 2004) è stato un attore italiano. Secondo di tre figli (due sorelle entrambe viventi e una tutt’ora a Subiaco) di Minicucciu Persecò e Cariddonia Capitani nato nel rione Murittu/Mbrestecata si trasferisce a Roma dopo il servizio militare e apre una sartoria nel quartiere Prati. Leggi…
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